Esperienze ed elaborazione
Le esperienze che viviamo vanno incontro a un sistema innato di elaborazione dell’informazione, presente in ognuno di noi e che permette di processare tali vissuti che giungono così a una risoluzione interna. In questo modo il nostro cervello integra le informazioni dell’evento all’interno delle reti mnestiche, in modo da permetterci di narrare ciò che ci è accaduto in modo adattivo.
Può capitare, però, che ci sia un blocco in questo sistema di elaborazione, a causa di esperienze particolarmente disturbanti che quindi non vengono elaborate in modo spontaneo. I ricordi vengono così memorizzati nello stesso modo in cui sono stati vissuti e rimangono nel nostro cervello con tutte le emozioni, le sensazioni fisiche e le cognizioni di quel momento, come se stesse accadendo nel presente ciò che abbiamo vissuto tempo prima. Per immagazzinare i ricordi in modo adattivo è necessario riattivare il sistema di elaborazione dell’informazione e questo è possibile grazie all’EMDR.
Cos’è l’EMDR?
Ideato da Francine Shapiro, l’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e Rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un metodo psicoterapeutico finalizzato al trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, in particolare quello traumatico. Diversi studi randomizzati e pubblicazioni scientifiche lo hanno eletto come trattamento efficace per numerose patologie e molteplici disturbi traumatici. L’EMDR è stato riconosciuto come trattamento efficace dall’American Psychological Association (1998-2002), dall’American Psychiatric Association (2004), dall’International Society for Traumatic Stress Studies (2010), dal Ministero della salute italiano (2003), dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (2013), e dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (2017).
ContattamiCosa significa e come funziona l’EMDR?
“Ciò che crea disagio nella persona non è l’evento in sé, ma il suo ricordo” (Bessel van der Kolk)
L’EMDR non cambia il passato, ma la modalità con cui i ricordi rimangono immagazzinati nel cervello, che vengono integrati in maniera più adattiva e costruttiva. Il passato rimane quindi nel passato, non influenza più il presente e permette al paziente di vivere il futuro in modo più libero e consapevole delle proprie risorse.
- “Eye Movement” (Movimenti oculari): l’EMDR utilizza i movimenti oculari o altre modalità di stimolazione alternata destra/sinistra che permettono di riattivare il sistema innato di elaborazione dell’informazione e consentono una comunicazione efficace tra i due emisferi cerebrali. Il paziente, debitamente stabilizzato, rimane in contatto con le componenti del ricordo traumatico ed è pronto così per desensibilizzarlo e rielaborarlo.
- “Desensitization” (Desensibilizzazione): i ricordi dell’evento traumatico vanno incontro a una desensibilizzazione e perdono la loro carica emotiva che si riduce di intensità, al pari delle sensazioni fisiche. L’immagine legata all’evento diventa più adattiva e il ricordo diviene così sempre meno disturbante.
- “Reprocessing” (Rielaborazione): l’esperienza traumatica, rielaborata attraverso l’EMDR, permette una ristrutturazione cognitiva e un cambiamento delle valutazioni cognitive di sé.
